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Politica

Alessandria, PD e Lista Rossa: “No al biodigestore di Valmadonna”

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA NOTA DI PD E LISTA ROSSA ALESSANDRIA

I Gruppi consiliari PD e Lista Rossa esprimono la propria ferma e convinta contrarietà al biodigestore proposto dalla SGR Agricola all’Amministrazione Comunale con apposito progetto.

Lo diciamo per appoggiare le ragioni del NO, espresse dal Comitato di cittadini di recente costituzione.

Anzi crediamo che chi amministra oggi la città abbia tardato ad opporsi a questo progetto, lasciando che l’iter burocratico non fosse ostacolato dall’orientamento politico.

Infatti se è positivo che il vicesindaco abbia espresso una contrarietà, ancora tiepida perché manchevole di atti, non siamo per nulla convinti delle motivazioni da lui addotte circa una supposta prevalenza delle ragioni tecniche a cui anche la politica deve soggiacere.

In sostanza rassicurare che “si chiederà ai tecnici di fare un parere più negativo possibile” senza adottare un atto che certifichi questa posizione rischia di essere azione velleitaria, tesa a rassicurare i cittadini ma poco efficace.

Inoltre se si fosse proceduto alla revisione del PRG, come avevamo chiesto e come si sarebbe potuto fare, oggi quei terreni sarebbero rientrati nel Piano Regionale di tutela paesaggistica e il NO a questo progetto sarebbe stato già nei fatti. Il Vicesindaco ha preferito non farlo procedendo alla semplice adozione di una variante parziale che, per sua natura, non permette questo.

Dunque se la Giunta Cuttica e la maggioranza leghista, che governano la città, vogliono, ora, avendo rinunciato alla via maestra di adeguamento del PRG, davvero dirsi contrari devono produrre un atto di indirizzo adottato dalla Giunta.

Le ragioni politiche e tecniche per dire un secco no ci sono tutte.

  1. Il biodigestore è un impianto da 70mila tonnellate di rifiuti agricoli e di Fos (frazione prodotta dalla parte non stabilizzata dei rifiuti), quindi un grosso impianto posizionato sulla collina e su terreni di pregio, che necessariamente produrrà effetti negativi nel territorio circostante.
  • I terreni acquisiti sono terreni di pregio che sarebbero stati tutelati dal piano paesaggistico regionale se l’Amministrazione avesse adeguato il Piano Regolatore Generale, anziché fare una variante parziale.
  • L’impianto non è per nulla al servizio dell’agricoltura, nonostante la denominazione dell’azienda tradisca con il termine Agricola quell’intenzione, in sostanza il progetto della SGE rientra nelle attività produttive industriali che non paiono compatibili con la zona di insediamento di cui fanno richiesta.
  • Infine, ma non per ultima, la viabilità è totalmente inadeguata. Il passaggio di 4 grossi rimorchi pesanti in transito ogni ora, quasi 80 in una giornata, avrebbe conseguenze devastanti, non sopportabili per la Strada Cerca e per la Provinciale verso Valenza.

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