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Cronaca

Il Tribunale di Milano boccia ricorso di Emendatori su Pernigotti

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Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta dell’imprenditore Giordano Emendatori, che ritiene irregolare la cessione del comparto gelati da parte della Pernigotti, al gruppo Optima di San Clemente di Romagna e che chiedeva ai fratelli Toksoz sia il sequestro cautelare del marchio, che dei macchinari dell’azienda.

La querelle era iniziata lo scorso autunno, quando i proprietari della ditta dolciaria novese, avevano sottoscritto un contratto milionario con Emendatori, interessato a rilevare il comparto Ice & Piastry, una delle eccellenze di produzione della Pernigotti. Il periodo era quello nel quale i Toksoz, in linea con le promesse fatte al premier Conte durante più incontri al Mise, cercava di reindustrializzare il sito novese, affidando anche alla Spes di Torino la produzione del cioccolato.

Ma nelle trattative ci fu un repentino cambio di orizzonte, tanto che i turchi, oltre a spazzare via la torinese Spes, avevano anche deciso di estromettere dalle trattative la Emendatori, scegliendo per il ramo gelati, il gruppo romagnolo Optima, tra l’altro fondato dallo stesso Emendatori e poi ceduto a un fondo britannico.

Un cambio di marcia che ha portato i documenti in tribunale, con tutte le premesse di avviare una causa senza fine.

Giordano Emendatori rivendica una sorta di disonestà dei Toksoz, che evidentemente sul tavolo delle trattative si erano tenuti in gran segreto due carte, dando alla fine fiducia alla Optima, società controllata dal private equity Charterhouse, che per il comparto ha sborsato la somma di 20,8 milioni.

Ma il tribunale milanese è stato di diverso avviso e nella sua sentenza a non doversi procedere nei confronti dei proprietari della Pernigotti, ha anche condannato Emendatori, imprenditore storico nel settore della produzione di preparati base di gelati, con un impero anche tra vino e hotel, a pagare le spese legali.

Non si sa ancora se ci sarà un ricorso in appello, ma quello che è certo è che i lavoratori novesi, dopo un lunghissimo periodo di incertezze, chiusura della fabbrica e prospettive di vedere le produzioni spezzettate fra diverse aziende esterne, possono continuare quella strada di una ritrovata speranza, intrapresa solo qualche mese fa.

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