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Politica

Alessandria, Partito Democratico:”Alcune case di riposo al collasso”

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ALESSANDRIA – I gruppi consiliari del Partito Democratico e Lista Rossa insieme al PD cittadino sottolineano le criticità di alcune case di riposo cittadine.

L’ex sindaco Rita Rossa

La situazione nelle case di riposo della città è allarmante. Ci sono veri e propri focolai tra gli operatori, lavoratori che in questi mesi sono stati più esposti e meno protetti.

La diffusione dei contagi tra gli ospiti viaggia troppo velocemente.
Alcune RSA della città sono prossime al collasso, se non si interverrà con personale e mezzi. Questione di pochi giorni per alcune strutture.
C’è una struttura, ma non è l’unica, che sta reggendo grazie all’abnegazione del personale che è arrivato a 40 ore lavorative senza sosta. 55 unità di personale a casa, positivi con sintomi e asintomatici. Gli ospiti, soprattutto i pazienti dubbi, non sono monitorati perché il responsabile della struttura sanitaria competente non può disporre i tamponi non avendo reagenti.
Altre strutture vivono situazioni simili. Mancano i dpi, manca il personale, manca l’intervento tempestivo delle USCA.

Perché la Regione non fornisce questi dati? Perché non interviene? Cosa sta succedendo?
Perché il Sindaco e l’assessore Ciccaglioni non intervengono? Ne sono informati perché ci si è rivolti anche al Comune, ufficialmente. Uscite dalla propaganda e dai social, datevi da fare perché la situazione è grave. Nella riunione della rappresentanza ASL, di cui Cuttica è presidente, che si è svolta pochi giorni fa, non sono emerse queste difficoltà . Come è possibile non avere il polso della situazione? Cosa state facendo? Fare un tampone quando è necessario è diventato un calvario, molti cittadini devono recarsi a Cuneo, a Novara o a Domodossola perché? Perché molti cittadini di Alessandria sono portati a Torino e viceversa? Chi dà queste direttive?
Sindaco questo virus non è un complotto, come sostiene la sua assessora, questo virus uccide. Cosa aspetta a chiedere conto a Cirio e Icardi del modo con cui stanno gestendo la situazione? Cosa aspetta a chiedere personale per le RSA e per le strutture sanitarie? I suoi cittadini vengono prima dei suoi compagni di partito. Li difenda, ci difenda anche se Icardi è della Lega come lei. Gli anziani sono un valore, sono i nostri affetti, non sono numeri improduttivi. Mi aspetto che domani nel Consiglio dedicato dia delle risposte precise con dati e fatti.

Il Consiglio Comunale con i dirigenti di Aso e Asl sulla gestione sanitaria di questa drammatica seconda ondata Covid-19 è un’occasione per fare chiarezza, per avere informazioni e per, si spera, essere ascoltati. Lo abbiamo chiesto da tempo un confronto, arriva in ritardo ma proviamo a renderlo utile. Ci aspettiamo che Asl e Aso arrivino con dati precisi, ci aspettiamo di capire da loro perché c’è tanta reticenza a fornire i dati. La nostra Asl è in difficoltà e lo si capisce, purtroppo, dalle tante, troppe disfunzioni che diventano veri e propri calvari per chi deve fare un tampone; per chi si mette in isolamento fiduciario, per chi deve ricevere cure a casa. Lo abbiamo visto, e tuttora lo constatiamo, nelle scuole. Se prima i tamponi di controllo venivano fatti ai ragazzi che dovevano stare a casa perché uno dei compagni era positivo, ora fanno il tampone solo a coloro che hanno sintomi, quando sappiamo bene che ci sono gli asintomatici e quindi scegliere di non fare i tamponi è un problema. Evidentemente qualcosa non va nella catena di comando.
Vorremmo sapere il numero delle Usca per ogni centro zona e perché il numero di ore e di personale di quelle di Alessandria sia uguale al numero di ore e di personale degli altri centri zona e addirittura minore di quelli di Casale, seppure la popolazione è molto più numerosa. Vorremmo sapere perché i percorsi di cure a casa non funzionano appieno. Vorremmo sapere come si intende implementare il personale e sostenere gli sforzi di medici, infermieri e personale sanitario. Denunciamo fin da ora la grave e trascurata situazione delle case di riposo. In quelle alessandrine ci sono veri e propri focolai. In una struttura, ma non è l’unica, ci sono 55 operatori a casa di cui solo 10 per normale malattia. Gli ospiti non sono monitorati perché il responsabile dott. Baresi non può fornire tamponi in assenza di reagenti. Il grido d’allarme è di avere personale. Ci sono operatori che hanno sulle spalle 40 ore di lavoro. Perché non ci sono risposte? In alcune rsa la carenza di dpi crea situazioni allarmanti. Gli operatori sono esposti, e con loro le famiglie, gli ospiti sono a rischio. Le strutture sono al collasso. Eppure la Regione non fornisce i dati e si limita a dire che esiste un problema. Forse possiamo cominciare a dare nomi e cognomi ai problemi? Cirio e Icardi per cominciare? E i nostri amministratori, tanto attivi in questi giorni, come intendono difendere i cittadini che vengono prima degli interessi di parte e di partito?

Il nostro compito di consiglieri comunali e di rappresentanti politici è dare voce alle richieste di chiarimenti e alle istanze dei cittadini, ai dubbi e alle criticità che tanti vivono quotidianamente. Siamo preoccupati per le condizioni di lavoro del personale medico e infermieristico, per gli assistenti sanitari e gli operatori. Siamo allarmati per ciò che sta succedendo nelle RSA e abbiamo chiesto chiarimenti e informazioni. Interpretiamo la funzione che gli elettori ci hanno assegnato, come opposizioni, portando all’attenzione della discussione i temi di cui riscontriamo criticità. Non abbiamo attaccato i vertici ASL e siamo particolarmente colpiti dai toni che paiono aprire una nuova stagione in cui una istituzione della sanità diventa soggetto politico. Il contenzioso al limite sarà di natura politica e tra parti politiche, non tra ASL e consiglieri comunali.

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