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Politica

Ovada: 165.000 euro di agevolazioni Tari per le attività che hanno subito chiusure

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL COMUNE DI OVADA

OVADA – Si è discusso soprattutto di tariffe TARI e delle agevolazioni per le utenze non domestiche durante il consiglio comunale di lunedì 28 giugno.

Tra i punti all’ordine del giorno la ratifica approvazione del nuovo statuto e
convenzione Consorzio Servizi Rifiuti del novese, tortonese, acquese e ovadese
presentata dal sindaco Paolo Lantero ed approvata con il solo voto contrario del
consigliere Mauro Lanzoni.

Si è poi approvata la seconda variazione di bilancio che è stata illustrata dall’Assessore
Sabrina Caneva. Tra le cifre più significative lo stanziamento di 165.061,66 euro per
le agevolazioni Tari
a tutte quelle utenze non domestiche che, per effetto dei
provvedimenti delle Autorità Governative o Regionali hanno dovuto chiudere la
propria attività totalmente o parzialmente.

Nello specifico si tratta di 100.246,00 euro stanziati con il decreto sostegni bis dal Ministero dell’interno ai quali il Comune di Ovada ha deciso di aggiungere altri 64.815,66 euro di avanzo 2020.

Sempre durante il consiglio comunale si è deliberato lo stanziamento e le modalità di
erogazione: si andranno a ridurre direttamente le tariffe, senza bisogno di alcun
passaggio burocratico. Sarà l’ente gestore (Econet) a quantificare la riduzione
spettante a ogni utenza non domestica individuata tra tutte le attività economiche
chiuse o limitate a causa del Covid fino al 30 maggio. Le utenze saranno distinte in
due categorie: quelle chiuse per l’intero periodo o per parte di esso.

La destinazione avverrà sotto forma di riduzione della tariffa 2021 con precedenza
alla riduzione della parte variabile e in subordine, alla riduzione della parte fissa in
misura non superiore al 50%. La riduzione sarà applicata anche ad eventuali insoluti
2020, previa compensazione.

Si tratta di un’azione importante che dimostra l’attenzione dell’Amministrazione nei
confronti di categorie produttive che hanno subito momenti di grave difficoltà a causa
del Covid19.

La variazione e la delibera di riduzione Tari sono state approvate all’unanimità dal
consigli comunale. Si è poi deliberato il piano economico finanziario del servizio di igiene ambientale con approvazione delle tariffe rifiuti per l’anno 2021.

Il Sindaco e l’assessore Marco Lanza hanno spiegato come tali tariffe subiranno una
diminuzione della parte fissa ma un aumento della parte variabile a causa di un serie
di coefficienti imposti da ARERA.

Il sindaco ha sottolineato che l’’attività di Econet è regolata da un Piano Economico
Finanziario che fissa un tetto massimo di costo del servizio, così come deciso dai
Sindaci, pari alla somma della TARI, pagata dai singoli comuni nel 2015. Questo
servizio deve costare massimo 12 milioni ed Econet, grazie ad un lavoro virtuoso è riuscita a risparmiare quasi 700 mila euro dal costo totale, un buon risultato di
efficienza.

L’assessore Marco Lanza ha spiegato che i dati, pubblicati sul sito del CSR, sono utili
come strumento di analisi e recitano questi numeri: Ovada ha prodotto sulla
raccolta totale 5496 tonnellate, di queste 4353 sono raccolta differenziata, quindi
l’82,2% della raccolta è differenziata.

È vero che l’aumento del costo dello svuotamento passa da 19 a 24 euro ma i dati
vanno riportati alla realtà ovadese. Ovada al 31 dicembre 2020 contava di 5392
famiglie, di queste il 70% era composta da 1 o 2 componenti, il 25 per cento ne
aveva tre o quattro, il restante 5 cento era oltre i 5 componenti.

Per una famiglia di 3 persone la quota fissa nel 2020 ammontava a 151 euro, nel
2021 sarà 137 euro, cambia però il costo dello svuotamento del bidone dell’indifferenziata, il bidone piccolo da 30 litri nel 2020 costava 4,75 euro nel 2021 costerà 6, per il classico bidone da 120 litri si passa quindi da 19 a 24.

Quindi, la famiglia di 3 persone che sta nei 4 svuotamenti da 120 litri (n+1) passa da un costo annuo di 250 euro a 254. Gli aumenti per altri nuclei famigliari sono per una famiglia di un componente 2,51 euro annui, di 2 componenti 1 euro annui, di 4 componenti 8 euro annui.
Questo scenario non ci soddisfa certamente, ma siamo di fronte a servizio efficiente, capillare pensate ad esempio all’Eco Bus e in grado di dare risultati di
assoluto valore.

L’assessore Lanza ha poi spiegato perché diminuisce la quota fissa e aumenta la
variabile: nel 2020 abbiamo osservato la decisione di dare in capo ad un ente regolatorio
indipendente anche il settore dei rifiuti, per fare questo è stato promulgato il
Metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti da parte di ARERA
l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, questo testo stabilisce un
metodo di calcolo della tariffa molto preciso e con scarsi margini di azione da parte
del gestore del servizio.

Il calcolo della tariffa non parte da previsioni ma da dati certi, relativi ai bilanci
dell’azienda dei 2 anni precedenti, si è partiti quindi dal bilancio del 2019 e per
questo si è osservato un ulteriore aumento dei costi del personale che sono stati
imputati sulla tariffa variabile, tutto ciò ha già ottenuto la necessaria validazione del
CSR senza il quale non sarebbe stato possibile arrivare a questa deliberazione di
Consiglio.

Per le utenze non domestiche sono state studiate adeguate agevolazioni tariffarie in
relazione all’emergenza Covid. Inoltre, Econet, al fine di uniformare il proprio bacino
di competenza, ha deciso di adeguare i KC, che ricordiamo sono coefficienti stabiliti
per Legge dal Decreto Ronchi, questo causerà un sensibile miglioramento per alcune
attività, ad esempio bar ristoranti negozi di ortofrutta o di fiori e piante mentre
causerà aumenti contenuti ad altre realtà come banche, supermercati o negozi non specializzati. Questa scelta, decisa dalla società, andrà a beneficio di una maggiore
chiarezza in un bacino d’utenza più ampio ed articolato.

In conclusione – ha dichiarato l’assessore Marco Lanza – ci troviamo di fronte ad un
aumento della quota fissa della variabile, moderato da una riduzione della parte
fissa della tariffa, ma soprattutto ci troviamo di fronte ad un metodo che ha
dimostrato di saper funzionare di dare risultati ambientali ottimi ma che è soggetto
ad una forte penalizzazione da parte dell’Ente regolatore statale, una visione miope
di un problema che non riguarda solo la città di Ovada, ma che dovrà essere
affrontato con urgenza nelle sedi preposte. Il punto all’ordine del giorno è stato approvato con i voti contrari di tutte le minoranze.

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