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Economia

Impianto di biometano a Valmadonna

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OVADA- Impianto di produzione di biometano a Valmadonna: ecco perché Legambiente Ovadese non
parteciperà alla presentazione del progetto “Alessandria Biometano”

Legambiente Ovadese ha ricevuto l’invito a partecipare il 26 luglio alla presentazione pubblica delle
ultime modifiche apportate dal proponente Ravano Power S.r.l. al progetto di impianto a biometano
di Valmadonna, a cui non parteciperà. Il Consiglio leggerà ufficialmente, più dettagliatamente e più oggettivamente queste modifiche quando la Provincia pubblicherà i documenti che Ravano Power deve presentare entro il 16 agosto, pena la decadenza dal procedimento di autorizzazione in corso. E soprattutto una volta letti, se richiesto, verranno espressi per iscritto l’opinione di Legambiente senza condizionamenti.

Il progetto ha avuto una vita difficile: è stato presentato in prima istanza il 28 novembre 2019 ed è
stato già oggetto di una revisione e di numerose integrazioni.

L’ultima Conferenza dei Servizi è stata l’11 marzo 2021, ed ha riguardato il progetto presentato di
72.240 t/anno fra liquame bovino, letame bovino, triticale, sorgo, pula di riso, ecc… Il proponente
ha avuto, poi, 90 giorni per fornire ulteriori integrazioni. E trascorsi i 90 giorni la Provincia gliene
ha concessi ulteriori 60 motivandoli con la necessità di predisporre la documentazione integrativa,
consistente in una revisione significativa del progetto iniziale, in modo organico e dettagliato.

Il tutto un po’ troppo complicato perché quest’ultima versione possa essere credibilmente spiegata in
un’assemblea pubblica organizzata e condotta dalla stessa società proponente. E non invece una
Assemblea pubblica nella quale tutti potessero esprimere le proprie valutazioni su un progetto che
fosse già pubblicato, come suggerito proprio da Legambiente quando a giugno erano stati contattati.

Infatti, dopo varie incomprensioni, a giugno 2021, Legambiente ha ricevuto un incontro a porte chiuse con la società contrastante per parlare del caso.

A quell’incontro, non pubblico e anche molto tardivo, Legambiente Ovadese aveva ritenuto di non
partecipare, lasciando eventualmente a Legambiente Piemonte e a Legambiente Nazionale alcune
domande da rivolgere alla Ravano Power. In una nota, il Consiglio si era espresso così: “Ecco cosa,
come circolo Legambiente dell’Ovadese, chiederemmo alla ditta se la incontrassimo in un incontro
pubblico: Diderot diceva che non basta fare il bene, ma che il bene bisogna anche farlo bene,
pertanto:

• Il biometano deve derivare soprattutto da sottoprodotti agricoli o da scarti, e il meno

  possibile da colture agricole dedicate, come già fatto dalla Provincia chiederemmo di

  meglio dettagliare la provenienza della materia vegetale, soprattutto per le garanzie che le

  colture siano veramente di secondo raccolto, meglio ancora se scarti. E così?

• Inoltre i sottoprodotti o scarti devono derivare dalla stessa azienda agricola oppure

  dall’immediato circondario: quale è la provenienza in questo caso?

• I due punti precedenti sono generali e riguardano l’impianto a prescindere da dove venga

  localizzato, poi c’è una terza domanda molto localizzata: il proponente ha tenuto conto del

  pozzo potabile di Cascina Porcellana immediatamente a valle dell’impianto?

Queste e molte altre sono le considerazioni che Legambiente Ovadese farà dopo avere letto ed esaminato, con
oggettività e senza la presenza di nessun “imbonitore”, la versione definitiva del progetto che dovrà
essere presentata a giorni alla Provincia e da questa ufficialmente pubblicata.

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