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Eventi e manifestazioni

Alessandria, Festival delle arti recluse annullato a causa del lockdown

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Il nuovo lockdown ha portato all’annullamento di molte iniziative culturali, tra queste quelle che arricchivano la società nel suo incontrarsi col carcere, come il Festival delle Arti Recluse.

Il Festival ha avuto il debutto nel 2018 e la riedizione nel 2019. La terza edizione già in cantiere sarà annullata? Lo chiediamo in questa intervista all’arch. Giovanni Mercurio e Pietro Sacchi di ICS, animatori del Festival.

Avevate programmato un Festival delle arti recluse per il 2020?

Come ICS avevamo già definito il programma nel dettaglio, dal 23 novembre al 4 dicembre: mostra, conferenze, incontri con gli scrittori e spettacolo multimediale. Quest’anno il Festival aveva come tema Orizzonti e una visione più ampia: festival delle arti recluse e della cooperazione internazionale. Questo grazie alla collaborazione con altre associazioni quali Assefa Alessandria, L’Abbraccio, PassoDopoPasso.

Quali erano le location previste per gli eventi?

Grazie alla collaborazione con l’Azienda Culturale Multiservizi “Costruire insieme” la mostra di pittura e quella fotografica sarebbero state allestite nelle sale d’Arte di Palazzo Cuttica. La sezione di pittura avrebbe ospitato le opere della Bottega di Pittura di San Michele. La sezione di fotografia avrebbe esposto le foto e le testimonianze dei progetti di cooperazione internazionale. Ma sarebbero stati presenti immagini e testi dal laboratorio culturale presso la sezione collaboratori di giustizia. Inoltre, il Conservatorio di Musica avrebbe ospitato in due distinti momenti presso l’Auditorium l’inaugurazione e l’evento teatrale-musicale “L’orizzonte e la sua ombra”. Per gli incontri con gli scrittori, Gherardo Colombo e Andrea Valente era previsto l’utilizzo degli spazi del carcere e del Liceo Saluzzo Plana. Infine, presso Cultura e Sviluppo si sarebbe tenuto l’incontro di studi sulla cooperazione internazionale.”

Le arti recluse restano tali, ma ci sarà modo di conoscerle?

Purtroppo dobbiamo rinviare e aspettare un momento opportuno. Sul tema Orizzonti sono state prodotte dieci tavole di pittura a olio (cm120x80). Alla persona privata della libertà personale il muro del carcere nega la visione dell’orizzonte e cielo è ristretto in una prospettiva verticale, ma l’orizzonte è nella memoria ed è stato rivissuto e ricreato. Certo le opere si potrebbero visitare in digitale ma l’esposizione diretta è altra cosa. Questo vale per tutti i musei. Occorrerebbe creare una ambiente dedicato e un legame digitale col carcere. Da tempo è pronta per la consegna la terza opera (cm.270×135) sul tema Pinocchio per l’Ospedale Infantile, un omaggio dei detenuti all’infanzia che soffre, ma anche questo è rinviato. E’ un peccato perché in tempo di covid la comunità dei detenuti ha iniziato a svolgere attività, anche verso la società civile, come l’impianto e la produzione di mascherine che sono messe in distribuzione nei negozi SocialWood e FugaDiSapori e questo resta valido.

Sarà tutto rinviato o sarà possibile avere delle visioni e partecipazioni on line?

Dei vari incontri consideriamo come irrinunciabile quello con il Salone del Libro di Torino: la presentazione del libro “il perdono responsabile” Gherardo Colombo. Verrà realizzata in streaming in collegamento sia con gli studenti che con i detenuti il 24 novembre 2020. Una briciola buona di un Festival da realizzare in tempi migliori.

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