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Cronaca

Piemonte: un piano per un’eventuale seconda ondata di Covid

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È molto alta nel nostro Paese la guardia per monitorare quanto sta accadendo in questi giorni in Europa, alle prese con quella che sembra essere una seconda ondata di Coronavirus Covid-19.

Roma è pronta a chiudere le frontiere con i cugini che circondano i confini e sarà già dalle prossime settimane, quando dai Balcani le temperature inizieranno a scendere, che si prenderanno le decisioni che possano evitare nuovi contagi che arrivano dall’estero.

Il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri invita a non creare allarmismi, forte del fatto che dopo la prima emergenza sanitaria, l’Italia si è attrezzata, raddoppiando le terapie intensive e mettendo in campo nuove competenze specifiche che possano impedire nuovi lockdown, ma soprattutto nuove criticità.

Certo è che l’appello è sempre quello di usare le mascherine, evitare assembramenti e scaricare l’app Immuni, che la gran a parte dei cittadini ha accolto col collo storto, tanto da ribattezzarla come un flop.
Le Regioni stanno intanto predisponendo nuovi piani, per essere pronte ad accogliere una possibile seconda ondata di contagi.

Proprio ieri, martedì 4 agosto, l’assessore alla sanità piemontese, Luigi Icardi, rispondendo in aula a un’interpellanza del Partito Democratico, ha letto un documento nel quale ha illustrato come la Regione intende muoversi nel caso di una nuova emergenza in autunno. “L’assessorato – ha detto Icardi – sta lavorando per assicurare le adeguate dotazioni organiche presso i dipartimenti di prevenzione in modo da disporre di personale competente per gli approfondimenti epidemiologici. Verrà rafforzata la collaborazione con la rete dei medici di famiglia, è in miglioramento la piattaforma Covid-19, ed è in via di definizione un piano di vaccinazione per pneumococco e influenza stagionale, al fine di evitare malattie confondibili con il Covid”.

Ma non solo, perché maturata l’esperienza soprattutto riguardo alla gestione dei tamponi, sarà migliorata la capacità di prelievo e analisi e dei test sierologici, verranno fatti interventi sulle risorse umane, ci sarà un’adeguata dotazione di dpi e un migliore tracciamento dei contatti e gestione dei focolai.

Infine, la Regione Piemonte è intenzionata a creare due centri di gestione delle segnalazioni, che saranno realizzati e gestiti dal Dipartimento Interaziendale Malattie ed Emergenze Infettive, in grado di aiutare le Asl nella ricerca dei casi.

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