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Cronaca

Conflitto in Ucraina: arrivano i primi rifugiati di guerra in provincia di Alessandria

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Mentre è andato a vuoto il secondo round di negoziati tra Russia e Ucraina, il mondo trema alla notizia del bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia – la più grande d’Europa -: è stata messa in sicurezza, ma ora è occupata dalle truppe russe e lo spettro che il conflitto possa degenerare in qualcosa dalle conseguenze inimmaginabili (come ha minacciato il presidente Vladimir Putin) sta togliendo il sonno non solo ai potenti della Terra, ma al mondo intero.

Intanto è continuo il flusso degli ucraini che fuggono e cercano rifugio lontano dalle proprie case: la stima dell’Onu, ad una settimana dall’inizio della guerra, è di un milione di profughi. Ed è altrettanto continuo e stratificato l’impegno da parte della macchina della solidarietà attivatasi fin dalle prime ore anche in provincia di Alessandria: ieri il summit in Prefettura, con la definizione delle linee guida da adottare per accogliere al meglio i profughi di guerra nel capoluogo e nei 7 centri zona della provincia.

Tramite videoconferenza il prefetto Francesco Zito ha parlato con i sindaci e con i rappresentanti di Croce Rossa e Protezione Civile. <<E’ fondamentale che la grande ondata di solidarietà non venga dispersa – spiega Marco Bologna, presidente del Comitato Croce Rossa di Alessandria -, perché se è vero che in Ucraina servono beni di prima necessità è pure certo che cibo e vestiario devono essere stoccati in luoghi dove fa molto freddo. Occorre coordinamento tra tutte le parti interessate da quest’operazione umanitaria: oltre alla Croce Rossa bisognerà far riferimento alla Protezione Civile>>.

Saranno poi senza dubbio strategici i Centri di Accoglienza Speciali, e si attiverà una rete con le famiglie che abbiano a disposizione alloggi e vogliano ospitare gente in fuga dalla guerra. Ad oggi, nell’Alessandrino, è la città di Tortona ad aver accolto una ventina di rifugiati ed in giornata ne arriveranno altri. Fra questi ci sono i disabili ospitati al Centro Mater Dei, che aspetta altre 44 persone che necessitano di aiuto. Nel frattempo non c’è comune della provincia che non si sia attivato con iniziative di solidarietà, manifestazioni per la pace, raccolte fondi attraverso la Caritas diocesana o altre associazioni solidali. Tutti uniti per far sentire la propria concreta vicinanza sia qui, in Italia, che là, in Ucraina, dove prosegue l’incubo più terrificante.

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