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Cronaca

La Cassazione conferma le condanne per Ausimont e Solvay

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ROMA – La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a un anno e 8 mesi per tre dirigenti delle due società.

Il servizio andato in onda nel nostro TG

Con la conferma delle condanne e i doppi benefici della sospensione condizionale della pena, i giudici della Corte di Cassazione hanno di fatto sostenuto l’impianto accusatorio riguardante il disastro colposo, nei confronti di tre dirigenti del servizio Ambiente e sicurezza che si sono succeduti negli anni nelle società Ausimont e Solvay.

Da sx seduto Avv. Vittorio Spallasso – al centro Avv. Giuseppe Lanzavecchia e Avv. Gianluca Volante – a dx Avv. Cristina Giordano, legali delle parti civili

La Cassazione di Roma ha quindi confermato le condanne a un anno e otto mesi ciascuno per disastro ambientale a tre dirigenti del settore ambiente sicurezza, cioè si Giorgio Carimati, Giorgio Canti e Luigi Guarracino. Resta aperto il discorso del risarcimento danni e il procuratore generale della Cassazione, nel chiedere la conferma delle condanne, ha auspicato che seguano centinaia, migliaia di azioni civili per toccare nel portafoglio chi ha inquinato. “Sono parole sue”, hanno detto gli avvocati di parte civile Giuseppe Lanzavecchia e Vittorio Spallasso che, con altri colleghi, erano presenti a Roma per assistere all’ultimo atto di questa annosa e grave vicenda. Gli altri cinque dirigenti di Ausimont e Solvay coinvolti nel processo sono usciti di scena a suo tempo con assoluzioni o prescrizione. I difensori dei tre imputati ne hanno proposto il proscioglimento. Duro è stato l’affondo del procuratore generale, che ha definito attivo il ruolo dei tre dirigenti, persone che , con provata esperienza e competenza scientifica, erano deputate alla gestione del rischio  e perfettamente in grado di capire il grado di pericolo. “Ciò che è avvenuto a Spinetta – ha anche detto – è un disastro, un evento distruttivo di proporzioni straordinarie, atto a produrre effetti negativi”. Per la difesa non ci fu pericolo per la salute pubblica.

Da sx Avv. Laura Pianezza, Avv. Giuseppe Lanzavecchia e Avv. Vittorio Spallasso

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