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Turismo e Ambiente

A Torino si litiga per l’emergenza smog

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TORINO – Mentre lo smog non guarda in faccia a nessuno e crea problemi non solo al nord, ma anche a Roma dove – nonostante il blocco fino agli euro diesel 6 -, la qualità dell’aria non è migliorata, con indici di inquinamento ancora molto elevati, a Torino il prossimo 24 gennaio sarà sciopero del trasporto urbano: i sindacati di base hanno spiegato che la protesta, della durata di 24 ore, sarà contro il piano industriale Gtt il quale mira all’abbassamento del costo del lavoro, puntando all’esternalizzazione di alcune linee.

Il servizio andato in onda nel nostro TG

E poi, sempre secondo quanto rimarcato dai sindacati, mancano i mezzi che se nella capitale sono obsoleti, nel capoluogo di regione piemontese sono invece in gran parte guasti. Un paradosso, poiché le politiche di sostenibilità, considerata la piena emergenza di inquinamento atmosferico, dovrebbero orientarsi verso azioni che aiutino gli operatori e invoglino la popolazione a spostarsi con mezzi pubblici e a basso impatto ambientale.

E mentre Milano ha deciso di anticipare di due giorni le misure del secondo livello previste dal protocollo regionale sulla qualità dell’aria per contrastare la diffusione delle polveri sottili che normalmente scattano solo al decimo giorno consecutivo di superamenti del limite giornaliero a Torino, dove invece sono 20 i giorni con Pm10 oltre i limiti di legge, anziché unire le forze per provare a stilare un piano di azione per indirizzare i cittadini ad un uso sempre più consapevole delle risorse chi governa la città e la regione resta su posizioni diametralmente opposte. Da un lato la sindaca Chiara Appendino che, nell’applicare il protocollo antismog in vigore per il nord, sostiene i blocchi che non peggiorano, di fatto, lo stato dell’aria e, anzi, vuole incrementare le misure; dall’altro il presidente della regione Alberto Cirio stronca gli stop alle auto e li ritiene inutili.

Ad oggi sono i numeri che parlano: l’82% delle emissioni dipende dai motori, mentre altrove pesano di più i riscaldamenti. Il rilancio – per ora solo sui numeri – da attuare a breve in termini di misure da adottare per l’ambiente vedono una Chiara Appendino che ha annunciato la gara per acquistare 100 bus elettrici a partire dalla seconda metà dell’anno e un Alberto Cirio che, dal canto suo, spinge il suo piano da 180 milioni di euro.

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