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Torino

Torino, la Questura allestisce un punto informativo contro la violenza sulle donne

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TORINO – Nella mattinata dell’ 8 marzo la Questura di Torino è stata presente in piazza Foroni, al centro del mercato rionale di Barriera Milano, ove ha allestito un punto informativo della campagna ministeriale “Questo non è amore”, volta alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne, un fenomeno che, grazie anche alle costanti campagne di sensibilizzazione, come quella di oggi, negli ultimi anni sta emergendo sempre più.

Nel corso del 2021, infatti, sono stati 190 gli arresti della Polizia di Stato per due dei reati spia più significativi della violenza di genere: 128 per maltrattamenti e 62 per stalking, in linea con l’anno immediatamente precedente, ma in netto aumento rispetto al 2019, quando gli arresti per maltrattamenti si attestarono a 93 e quelli per stalking a 36.

In aumento non solo rispetto al 2020, ma anche rispetto al 2019, sono le denunce querele presentate presso gli uffici della Polizia di Stato della provincia per reati connessi alla violenza di genere: 444 sono state le denunce nel 2019, 438 nel 2020 e 486 nel 2021.

Gli allontanamenti d’urgenza dalla casa familiare, efficace strumento di tutela immediata della vittima di violenza, che nel 2020 erano stati 19, sono saliti a 22.

Accanto a tale attività di contrasto, uguale attenzione è stata posta all’attività di prevenzione. Nel corso del 2021 il Questore ha ammonito 150 persone, per la quasi totalità uomini, che hanno compiuto atti di violenza fisica nei confronti di un familiare o di una persona loro legata affettivamente o che si sono resi responsabili di atti di stalking nei confronti del partner.

Oggi in piazza, assieme alla Polizia di Stato vi erano il centro Demetra, centro di supporto e ascolto contro la violenza, e le 4 associazioni che trattano l’agire violento (Cepsi, Cerchio degli uomini, Gruppo Abele, Centro studi e trattamento dell’agire violento), con le quali due anni fa la questura ha siglato un protocollo di intesa per dare l’opportunità alle persone ammonite di usufruire gratuitamente di un supporto psicologico che le aiuti a riconoscere il disvalore del proprio comportamento e a correggerlo, così da abbassare il rischio di recidiva.

I risultati sono assolutamente incoraggianti: in questi due anni, infatti, un terzo degli ammoniti ha deciso di seguire un corso di gestione delle proprie emozioni, cogliendo l’opportunità offertagli di cambiare il proprio modo di agire, abbandonando la violenza.

Dal 2021 inoltre, le forze di polizia hanno uno strumento in più nella prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

Dal marzo scorso è infatti operativo l’applicativo SCUDO, attraverso cui le pattuglie di controllo del territorio della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri inseriscono nella banca dati interforze le risultanze non solo di ogni intervento relativo a fatti attinenti al cd codice rosso, ma anche quelle relative a liti in famiglia caratterizzate anche da solo aggressività verbale.

In tal modo, qualsiasi pattuglia interverrà in futuro, potrà consultare nell’immediatezza dell’intervento la banca dati interforze attraverso il tablet in dotazione e avere contezza in tempo reale di eventuali precedenti episodi occorsi in quell’abitazione, tra quelle persone, così da calibrare le modalità d’intervento e prendere le decisioni anche emergenziali più opportune.

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