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Sanità

Corsa alla vaccinazione anti Covid, ma mancano gli infermieri

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Da un lato il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri garantisce che, entro il primo trimestre del 2021, in Italia ci saranno 6 milioni di vaccinati contro il Covid, dall’altro si leva la voce del sindacato Nursing Up, con il suo presidente Antonio De Palma che ribadisce come la carenza degli infermieri sia cronica e, se i numeri restano quelli che sono, non si riuscirà mai a vaccinare tutti gli italiani entro l’autunno.

“Riconosciamo il valore dei dati recenti – spiega De Palma in una nota – che ci proietta a oltre 370.000 somministrazioni, ma affinché possa funzionare alla perfezione la “macchina dei vaccini” ha bisogno (pensando alle 120 milioni di dosi necessarie per vaccinare i cittadini italiani) di oltre 27.000 infermieri e non certo di soli 12.000. Numeri che non tornano insomma, secondo il Nursing Up, che rileva l’incongruenza tra l’essere i primi in Europa per numero di somministrazioni effettuate, se dal 27 di dicembre ad oggi sono state somministrate poche centinaia di migliaia di punture rispetto ai 120 milioni che servono. Manca il personale, insomma e l’adesione al bando per le vaccinazioni su larga scala (con contratti da 9 mesi) che arruolerebbe medici ed infermieri, per questi ultimi è stato un flop. Sono ancora una volta i numeri a parlare: a fronte di 14.808 domande tra i camici bianchi per 3 mila posti, sono state 3.980 le domande da parte degli infermieri a fronte di un fabbisogno di 12.000 operatori. Nursing Up suggerisce di “aprire le porte ai 30.000 infermieri ambulatoriali ed a tutti gli altri infermieri del Servizio sanitario nazionale che non sono impegnati h24 nei servizi ospedalieri e che possono mettersi a disposizione anche oltre il proprio orario di servizio”.

Viene inoltre rimarcata l’idea di coinvolgere anche i laboratori e gli ambulatori privati e le farmacie come punti di vaccinazione. Il sindacato sottolinea infine che, ad oggi, non è previsto che chi somministrerà il vaccino venga prima a sua volta vaccinato e un infermiere che ha un posto sicuro “considera un azzardo lasciarlo per un contratto precario non abbastanza retribuito”.

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