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Sanità

Coronavirus Piemonte: “No movida, sì mascherine dentro e fuori dai centri commerciali”

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Le misure di contenimento dell’emergenza Covid19 sono state argomento di una videoconferenza stampa da poco conclusa. Erano presenti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il prefetto Claudio Palomba e il questore Giuseppe De Matteis, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Claudio Palomba: “Questa nuova fase non dobbiamo correre rischi. Né per gli esercenti, né per la collettività. Finora abbiamo condiviso una linea di cautela. Non vogliamo arrecare pregiudizio nei confronti dei più giovani, che nel fine settimane avranno voglia di uscire e confrontarsi. Ci dobbiamo però appellare al senso di responsabilità di ognuno. Noi stiamo mettendo in atto misure di tipo preventivo. Se riuscissimo a processare anche questa seconda fase in questo senso, io credo che daremo un bellissimo segnale. Sono convinto che riusciremo a superare in questa fase, ma mentre prima c’erano divieti di mobilità molto più pressanti, oggi l’attenzione è rivolta principalmente al pericolo di assembramenti. Fondamentale sarà inoltre la collaborazione non solo tra le istituzioni ma anche tra la associazioni che sono state da noi coinvolte nella discussione”.

Alberto Cirio: “Ringrazio prefetto e forze dell’ordine per la grande dedizione che avete messo nel vostro lavoro fino a questo momento. Abbiamo fatto bene di aspettare cinque giorni in più per la riapertura di bar e ristoranti. Questa cautela ci ha permesso anche di vedere, purtroppo, di come in diverse città d’Italia si siano verificate situazioni di assembramento pericolose. La raccomandazione ai cittadini è quello di vivere questo fine settimana con senso di libertà ma rispettando sempre le norme di distanziamento sociale perché il nostro comportamento determinerà le sorti della nostra Regione. Introduciamo l’obbligatorietà di utilizzo della mascherine in tutti i centri commerciali del Piemonte, sia nelle aree chiuse che in quelle aperte e anche nelle aree pertinenziali. Da quando parcheggio a quando me ne vado, bisogna indossarla. Non siano ancora nel punto di fare la movida, anche se i nostri indicatori non hanno registrato particolari allarmi negli ultimi giorni. Lunedì riaprono anche palestre e piscine. Per quanto riguarda le difficoltà delle attività a riaprire, non possono bastare i 100 milioni messi a disposizione dal Bonus Piemonte. La palla ora passa a Governo e Unione Europea che devono attuare un grande piano Marshall da 100 miliardi che faccia veramente ripartire l’economia. Per quanto riguarda aumento dei prezzi, verrà istituito un tavolo di monitoraggio con la Guardia di Finanza per la verifica dei prezzi“.

Chiara Appendino: “Abbiamo appena firmato un’ordinanza comunale che sarà in vigore da stasera nella zona del quadrilatero e Santa Giulia. Prevede due novità. A partire dalle 19 vige il divieto di vendita di alcolici da asporto. Non si possono comprare da supermercati dopo quell’ora, ma lo si può fare nei bar seguendo i protocolli e le norme di sicurezza. Il secondo tema riguarda la chiusura di bar e ristoranti all’una di notte. Un’ordinanza sperimentale, che abbiamo concordato con le associazioni di categoria, e che è prevista per questo weekend e per il prossimo. Ma nell’ambito della prossima settimana ci incontreremo nuovamente per valutare l’efficacia di questi strumenti ed eventualmente intervenire in modo diverso. A Torino domani, tra negozi, bar e ristoranti riaprirà il 70% degli esercizi commerciali e fino a questo momento sono arrivate 150 richieste per i dehors”.

Giuseppe De Matteis: “Noi come forze dell’ordine ci sentiamo di appoggiare in pieno questi sforzi, anche se non sarà facile. Dobbiamo conciliare due principi: il ritorno alla socialità e il divieto di assembramenti. Noi non siamo ancora pronti per tornare alla movida pre covid. Ribadisco l’appello al senso di responsabilità sia di chi gestisce i pubblici esercizi sia delle forze dell’ordine che devono far rispettare le norme. Vigileremo per evitare assembramenti nelle piazze e nei luoghi circostanti rispetto ai locali. Opereremo con il massimo rigore. Un appello alla stampa: non abbiamo le forze in tutta la nazione per controllare 60 milioni di cittadini, ma abbiamo bisogno della collaborazione anche dei giornalisti per non diffondere messaggi fini a se stessi, ma informare correttamente”.

È possibile rivedere per intero la conferenza stampa qui.

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