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Politica

Alessandria, PD e M5S: “Su trasporto pubblico in Piemonte presa strada sbagliata”

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA NOTA CONGIUNTA DEI GRUPPI PD E M5S IN CONSIGLIO COMUNALE AD ALESSANDRIA

Sul trasporto pubblico locale si gioca gran parte del futuro dei nostri territori e dell’accesso a servizi fondamentali come la scuola. Valeva prima, vale a maggior ragione oggi in epoca Covid. Si leggono critiche al Governo in gran parte forzate dalla solita propaganda mentre a fine agosto proprio il Governo aveva chiarito e finanziato contesto e prassi nelle quali Regioni e amministrazioni locali avrebbero dovuto muoversi.

Nella nostra Regione la strada intrapresa non è stata quella corretta. Cosa è stato fatto per riorganizzare i trasporti in vista della riapertura delle scuole? Noi abbiamo visto solo soppressioni del sistema ferroviario regionale afferente Alessandria che hanno spostato una parte dell’utenza su un sistema bus già fortemente sottodimensionato in condizioni ordinarie.

Un esempio: -40% delle corse Alessandria – Voghera (che limita anche i collegamenti con Milano dopo che Trenord ha arretrato a Voghera il primo e ultimo treno per Milano Centrale) oltre alle riduzioni lungo la linea per Casale che hanno costretto gli utenti a usare bus sostitutivi.

Viene annunciato in pompa magna dalla Regione l’introduzione di nuovi 90 bus con un finanziamento regionale di 10 milioni, ma, attenzione, specifica l’assessore, che non saranno 90 bus in più ma 90 bus in sostituzione. Pertanto non cambia nulla.

90 bus a livello regionale significa che alla provincia di Alessandria potrebbero arrivarne tre o quattro, senza aumentare i km coperti. Un risultato a dir poco inutile in un contesto in cui si lamenta la carenza di posti e di km.

La domanda da porsi, soprattutto alla luce delle infelici uscite dell’assessore Gabusi sulle presunte inadempienze del Governo sul tpl (competenza esclusiva regionale) è: da dove arrivano quei 10 milioni se non c’erano soldi per coprire le corse ferroviarie in orario e sono stati tagliati servizi al sabato e nelle (presunte) ore non di punta? Se non c’erano sono soldi per potenziare le linee urbane e suburbane particolarmente affollate? Arriveranno mica dalla quota piemontese di quei 200 milioni stanziati dal Governo?

Certo, per una regione intera non sono molti, ma sicuramente andavano spesi in servizi, in km per essere chiari, non certo per un rinnovo così minimale del parco bus, normalmente finanziato dal MIT attraverso altri bandi. Non era questa la priorità in un momento in cui aumenta la domanda di trasporto e la fame di disponibilità di posti sulle corse esistenti.

In previsione dell’autunno e della ripartenza di molti servizi e attività è stata redatta un’analisi della situazione esistente e delle possibili iniziative di modifica del tpl da intraprendere diversa e più efficace del solito dannoso taglio lineare? Questa è materia di competenza della Regione. Vorremmo vedere iniziative più responsabili al di là del solito scaricabarile istituzionale.

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