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Politica

Piemonte, shock trasporti: “Prima del 2023 non torneremo ai numeri pre-Covid”

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“Pre e post Covid. Le conseguenze della pandemia peseranno a lungo e il mondo dei trasporti in cui ci ritroveremo proiettati avrà poco a che fare con quello a cui eravamo stati abituati. Se, come ci ha detto il Direttore dell’Agenzia della mobilità piemontese questa mattina, la crisi del TPL è ancora lunga e prima del 2023 non si tornerà ai numeri del 2019, si utilizzi questo tempo per pensare e pianificare la mobilità del futuro” – commenta Grimaldi, a margine dell’audizione del Direttore dell’Agenzia della mobilità, Ing. Paonessa in Commissione regionale trasporti.

Fusione FCA-PSA
Marco Grimaldi

“La crisi del trasporto locale non è iniziata a causa del Covid – ricorda Grimaldi – ma è evidente che il lockdown, lo smart working e la teledidattica, la lenta ripresa della circolazione e l’incertezza dei prossimi mesi, hanno un forte peso sulle scelte dei pendolari, il cui numero è crollato: per tornare ai livelli pre-Covid serviranno almeno tre anni; se per una delle linee più utilizzate, la metropolitana di Torino, il risultato maggiore a cui si potrà aspirare sarà quello di chiudere il 2020 con i due terzi degli utenti che c’erano a gennaio scorso, immaginatevi sulle altre linee”.

“Siccome i finanziamenti europei del Recovery Fund sono finalizzati ad alcuni settori strategici del Paese e dovranno servire a creare una società post-Covid migliore di quella che ci siamo lasciati alle spalle, il rinnovo totale del parco mezzi del trasporto pubblico locale rappresenta un tema assolutamente centrale per la nostra Regione e l’Italia” – afferma Grimaldi.

“Per pianificare al meglio il trasporto del futuro però – aggiunge Grimaldi – è necessario che la Regioni commissioni immediatamente all’Agenzia per la Mobilità, all’Ires, e a agli Atenei piemontesi un’analisi vera sullo stato attuale dei servizi, e sulla percezione da parte dei pendolari della qualità e della sicurezza in tempi di Covid del TPL. Inoltre – conclude –, occorre analizzare le nuove abitudini dei pendolari, per capire se la flessione registrata in questo periodo sia stata lineare, a prescindere dalla distanza di percorrenza dei pendolari verso il proprio luogo di lavoro, oppure se vi siano state differenze a seconda della durata del proprio viaggio quotidiano, e quale sia la percezione anche in rapporto allo stato dei mezzi”.

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