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Economia

Economia: il rapporto Istat post Covid-19

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Tornare a sognare e a darsi un’opportunità, pur consapevoli che la pandemia di Coronavirus ha profondamente segnato abitudini e status mentali, oltre ad aver avuto ripercussioni economiche che il mondo intero porterà con sé ancora per molto tempo.

Difficile pensare positivo in Italia, un momento in cui si allargano i divari esistenti e l’ascensore sociale si è fermato. Secondo il rapporto annuale Istat, il mercato del lavoro si restringe – il 12% delle imprese pensa di tagliare proprio per le fasce più deboli, giovani e donne – e la didattica a distanza vede in svantaggio bambini e ragazzi del Mezzogiorno che vivono in famiglie con un basso livello di istruzione.

E la voglia di famiglia? C’è ancora, ma l’insicurezza occupazionale ed emotiva provocata dal Covid-19 fa sì che anche il desiderio di maternità rallenti. E così le previsioni dell’Istat rischiano di trasformarsi in un assoluto tracollo demografico. Secondo alcune simulazioni, la paura causata dalla pandemia porterà entro il 2021 a un calo di 10mila nuovi nati, passando dai 435mila del 2020 a 426mila alla fine del 2021.

E se la crisi economica non dovesse alleggerirsi, la previsione potrebbe diventare ancor più tragica. È anche vero che il periodo di lockdown che ci si è lasciati alle spalle ha fatto riscoprire una sorta di coesione sociale che accumuna gli italiani, i quali fanno i conti con il problema del reperimento della liquidità e le difficoltà sugli investimenti.

Le criticità legate all’occupazione sono tangibili: la cassa integrazione di aprile ha inciso su quasi 3 milioni e mezzo di lavoratori e, sempre ad aprile, quasi un terzo degli occupati (7,9 milioni) non ha lavorato. Cresciuti anche i lavoratori in ferie.

E i giovani, con le loro speranze? Per l’ultima generazione (quella 1972-1986), la probabilità di accedere a posizioni più vantaggiose invece che salire è scesa. Una mobilità, dunque, verso il basso: il 26,6% dei figli – praticamente più di 1 su 4 – rischia un declassamento rispetto alle prospettive sul futuro riposte alla loro età dai propri genitori.

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