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Economia

L’Italia è un paese in mano ai nonni

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Che l’Italia sia un paese di vecchi è cosa nota da anni e confermata, ancora di recente, dall’annuario Istat che ha assegnato al 2018 il nuovo minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia, pari a 439.747.

Il servizio andato in onda nel nostro TG

Di pari passo, sempre l’Istat fa emergere come in Italia, 7,4 milioni di famiglie – circa una su tre – vivano di pensione. Il che significa che gli assegni sono la principale fonte di reddito in un’epoca dove vanno di moda i cosiddetti “lavoretti” e dove sono di fatto i nonni a fare da paracadute con la loro pensione a figli e nipoti. Quanto entra in casa con questo ammortizzatore sociale? Una media di 1000 euro al mese, ma c’è una percentuale (il 12%) che non supera i 500. Solo un pensionato su 4 ha invece redditi superiori ai 2.000. Considerato poi che spesso si condivide l’assegno pur vivendo sotto tetti diversi, la situazione è ancora più stratificata. La presenza di un pensionato in un nucleo familiare più fragile, rappresentato da genitori soli o da altra tipologia di nucleo, consente quindi di non cadere in povertà. Una parola che spaventa, ma che nella quotidianità si presenta molto più spesso di quanto si possa immaginare. I numeri Istat parlano di 16 milioni di pensionati nel 2018, con diseguaglianze anche di genere nella distribuzione delle pensioni: quelle delle donne – su cui gravano anche carriere discontinue – sono più basse: soltanto il 13% si colloca tra i redditi più elevati. Al contrario gli uomini, per il 15% ricevono redditi bassi mentre il 27% li ha più elevati. Divari che si riflettono sul territorio: il nord assorbe metà della spesa, con redditi più bassi per chi risiede in particolar modo al Sud dove sono più diffuse le pensioni assistenziali.

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