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Economia

Giorni di preoccupazione per i lavoratori ex Ilva

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Sono giorni cupi per l’Italia dei lavoratori, che piangono i tre vigili del fuoco in forze al comando provinciale di Alessandria e che seguono le sorti di altri lavoratori, quelli dell’ex Ilva, che rischiano di perdere la loro occupazione.

L’ex Ilva di Novi Ligure

Dalle 8.30 di questa mattina, nello stabilimento di Genova Cornigliano è in corso l’assemblea permanente dei lavoratori rinnegati da ArcelorMittal, così come quelli di Novi Ligure, nell’Alessandrino e di Taranto, cuore del colosso siderurgico nell’occhio del ciclone da giorni. La multinazionale franco-indiana non arretra sui suoi passi e il governo che, al termine dell’incontro con i sindacati, ha saputo solo dire “teniamoci uniti” ma che di fatto non ha nessuna soluzione per risolvere la questione. Salta fuori l’ipotesi della nazionalizzazione mentre la proprietà ha ribadito, ancora poche ore fa – in un tweet – di “smentire con forza” le indiscrezioni di stampa secondo cui “Jindal Steel & Power potrebbe rinnovare il suo interesse per l’acciaieria di Taranto”. È caos e, ad oggi, non si sa se questo disastro annunciato potrà essere risolto e in che modo. “Sono molto preoccupato per le sorti dell’ex Ilva” ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non nascondendo che la “bomba sociale” che si è riversata sull’ex Ilva ha una difficile soluzione. Il capo dello Stato ha incontrato il premier Giuseppe Conte, spronandolo a fare presto. Oltre 5000 dipendenti, più l’indotto, rischiano di restare sulla strada. Intanto, anche in provincia di Alessandria, le segreterie di Fim Cisl – Fiom Cgil e Uilm Uil, unitamente alle Rsu dello stabilimento ArcelorMittal di Novi Ligure, in stato di agitazione, hanno indetto per lunedì prossimo – data di rientro dalla cassa integrazione per calamità – le assemblee dove verranno decise le modalità dello sciopero proclamato a livello nazionale. La via più temuta resta quella verso i commissari straordinari.

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