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Economia

Coronavirus: si va verso il coprifuoco dalle 22

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Aumentano i contagi e la testa torna ai primi mesi di un anno sciagurato, quando il virus che ha strappato alla vita più di un milione di persone, ha stravolto abitudini e costretto i governi a tentare soluzioni che tutelassero in primis la salute della popolazione, mettendo in conto che nulla sarebbe stato più come prima.

Oggi, anche l’Italia – che ancora non era nella conta dei Paesi alle prese con la seconda ondata di Covid – si ritrova ad analizzare l’aumento dei positivi ed il Piemonte, dove secondo l’ultimo report i casi sono schizzati a 1.033, marcia verso quel profilo di rischio alto per la tenuta delle terapie intensive che riguarda già altre dieci regioni, tra cui le vicine Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria.

Queste ultime due sono quelle con il livello più alto di rischio per questo parametro. È stata data la possibilità ai singoli governatori di inasprire ulteriormente i provvedimenti disposti dal Dpcm: in Campania fa discutere la scelta di chiudere le scuole, mentre nella lombarda Milano – che paga un’economia di relazioni più di qualsiasi altra città in Italia – l’indice Rt è a 2 e le misure di contenimento non sono sufficienti.

Il Piemonte il presidente Alberto Cirio ha annunciato il varo dei test rapidi anti-Covid ai valichi di confine con la Francia. L’Unità di crisi è a pieno regime e, per quanto riguarda il mondo della ristorazione – già vincolata alla chiusura a mezzanotte e al divieto di somministrazione di alcolici e bevande dopo le 21 – è d’obbligo tenere il registro dei clienti.

E poi torna lo spettro delle zone rosse, come in Valle d’Aosta che, secondo il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore della Sanità, ha l’indice di trasmissibilità Rt del coronavirus più alto di Italia (pari a 1,53, seguita dal Piemonte a 1,39) Nelle prossime ore il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, dichiarerà la ‘zona rossa’ nei comuni di Saint-Denis, Chambave e Verrayes.

E poi tornano i mini-lockdown: in Liguria, nel centro storico di Genova e nei quartieri di Sampierdarena, Cornigliano, Certosa e Rivarolo, c’è divieto di assembramento in strada, chiusura di circoli, sale giochi e distributori automatici di cibo dopo le 21. Gli esperti chiedono un coprifuoco ora piuttosto che un lockdown tra una settimana e l’attesa, unita ad una sensazione di frustrazione ed impotenza, è tutta proiettata ancora una volta a ciò che verrà annunciato, forse già questa sera, dal premier Conte. Si profila chiusura di tutte le attività alle 22.

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