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Scuola e Università

Coronavirus: scuole chiuse e vola lo smart working

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Anche il mondo della scuola in Piemonte ed in Liguria ha messo in atto le disposizioni del ministero della Salute che ordinano sia agli alunni che al personale scolastico di restare a casa fino a sabato 29 febbraio, in attesa di sapere se la chiusura degli istituti di ogni ordine e grado verrà prolungata o meno.

Il servizio andato in onda nel nostro TG

Complici le festività del Carnevale, la situazione Coronavirus è ovviamente in evoluzione e, ad oggi, sono stati inoltre sospesi fino al 15 marzo viaggi di istruzione, gite scolastiche, uscite, progetti di scambio e gemellaggio. Lo prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana che stabilisce anche il rimborso per chi ha già pagato i viaggi.

Le assenze degli studenti oltre i 5 giorni andranno giustificate con certificato medico e le scuole chiuse per l’emergenza potranno attivare “modalità di didattica a distanza”. Resta il fatto che nei comuni del nord interessati dalle recenti alluvioni e con conseguenti chiusure delle scuole, i giorni persi sono già molti e, insieme a quelli sommati agli altri predisposti ora, non saranno recuperati.

A Torino così come a Genova sono stati aperti tavoli permanenti con la Regione: le famiglie dovranno organizzarsi ulteriormente in questa delicata fase di divieto per i propri figli di andare a scuola o frequentare luoghi affollati, spiegando ai loro bambini – nel modo più delicato ma chiaro possibile – la necessità di dover rinunciare a qualche abitudine sociale: è per il bene loro e della salute pubblica. Certo, non è il momento di fare polemiche – com’è stato ribadito da più parti -, ma il ménage familiare potrebbe essere stravolto ancor di più nel caso in cui l’emergenza Coronavirus imponesse un proseguimento dei divieti.

Certo è che, in un contesto critico qual è quello che sta vivendo il nord, l’unico aspetto positivo è quello legato allo sdoganamento dello smart working, il telelavoro da casa, le cui procedure sono state enormemente snellite e che al ritorno alla normalità rappresenterà comunque una svolta.

In queste ore, in base alle diverse esigenze aziendali, ci sono stabilimenti collegati alla casa madre che magari si trovano nelle cosiddetta “zona rossa” che vengono disinfestati, multinazionali come la Guala Closures di Spinetta Marengo che hanno deciso la sospensione di tutte le trasferte Italia/Estero.

Si ottimizza, insomma, laddove è possibile e ci si parla in videoconferenza. Poi ci sono quelle realtà, come i mercati degli ambulanti che la possibilità di lavorare col telelavoro non ce l’hanno. E allora si apre lo stesso la bancarella, com’è successo a Torino, dove si cerca di reagire a quella preoccupazione che si respira nell’aria ma con la quale – dicono gli esercenti in mezzo ai loro banchi – dobbiamo cercare di convivere. “Qui siamo all’aria aperta – hanno detto -. Forse è più sicuro fare spesa qui che altrove”.

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