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Musica

Da Pozzolo Formigaro alla Scala di Milano: il debutto di Speranza Scappucci

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È tutto pronto per il debutto de “I Capuleti e i Montecchi”, l’opera di Vincenzo Bellini, che questa sera andrà in scena al Teatro alla Scala di Milano.

Un appuntamento storico per Speranza Scappucci, che sarà la prima donna italiana a dirigere un’orchestra nella prestigiosa cornice meneghina. L’artista, nata a Roma, ha forti legami con il territorio alessandrino. Sua mamma è infatti originaria di Pozzolo Formigaro.

“Un momento importante, una tappa significativa a cui arrivo serena ma anche carica di grande emozione – scrive sulla sua pagina Facebook -. Noi artisti, dopo tanto lavoro e impegno nelle prove, ci affidiamo la sera dello spettacolo alle Stelle. Sotto il loro manto e nelle mani di chi ci guida affidiamo la nostra arte e passione. Direzione Generale ed Artistica, Orchestra, Coro, Palcoscenico e tutto il personale che con passione e professionalità mi hanno fatto sentire appoggiata e a casa. Dirigerò per tutti voi e con un pensiero anche a chi non c’è più ma dall’alto mi protegge”.

Un esordio messo a rischio inizialmente dalla rinuncia di Evelino Pidò, direttore che il giorno prima dell’inizio delle prove con l’orchestra si è scoperto positivo al Covid anche se asintomatico. Il Teatro ha quindi dovuto affidarsi a un sostituto, trovando in Scappucci la figura adeguata. Nel 2016 è stata la prima direttrice d’orchestra italiana a salire sul palco dell’Opera di Vienna, dirigendo la “Cenerentola” di Gioachino Rossini. Dal 2017 è direttore ospite principale della Opéra Royale de la Wallonie a Liegi. In carriera ha diretto in altri grandi teatri come il Met di New York e l’Opéra di Parigi.

“Sono molto emozionata e sento fortemente la responsabilità per questo impegno improvviso e inatteso – aggiunge -. Ringrazio il sovrintendente Meyer e tutto il teatro, in particolare l’orchestra, per come mi hanno accolto e per la voglia di portare in scena la produzione nonostante le difficoltà. Un pensiero speciale al Maestro Evelino Pidò, a cui auguro di poter riprendere al più presto l’attività”.

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