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Cronaca

Torino: violenta protesta dei detenuti contro trasferimenti, feriti un ispettore e due agenti

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TORINO – Questa mattina, sabato 14 gennaio, un gruppo di detenuti hanno dato vita ad una violenta protesta nel carcere di Torino dopo avere saputo di un loro trasferimento in altre sedi.

A parlare dell’accaduto è nuovamente il Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziare, che a sua volta condivide la protesta della Polizia Penitenziaria “per una situazione esplosiva che era stata annunciata da mesi ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria nazionale e regionale ma rispetto alla quale nessun provvedimento era stato assunto”.

“Si è vissuta nel carcere di Torino una situazione di altissima tensione. Intorno alle 9 una decina di detenuti, preso atto del loro trasferimento presso altri istituti penitenziari, hanno dato vita a una forte protesta sfociata in atti di autolesionismo e danni celle (incendio, distruzione neon e suppellettili, etc). – ricostruisce l’accaduto Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sappe – Nella fase di esecuzione delle disposizioni di trasferimento, un ispettore e due agenti sono stati aggrediti riportando traumi e contusioni, poi giudicate guaribili dai 10 ai 5 giorni. Si tratta di eventi violenti conseguenza della grave situazione penitenziaria già ampiamente annunciata dal Sappe, aggravata anche dalla mancanza di personale di Polizia nel carcere torinese”.

Per Donato Capece, segretario generale del sindacato, “i gravi episodi avvenuti nel carcere di Torino, che non hanno avuto un tragico epilogo grazie all’attenzione ed alla prontezza del personale di Polizia penitenziaria, riporta drammaticamente d’attualità la grave situazione penitenziaria”. Capece ricorda che poche settimane fa “il Sappe aveva preannunciato lo stato di agitazione del Personale per l’assenza di provvedimenti che contrastino le continue violenze in carcere e le aggressioni alle donne e agli uomini in divisa. Riteniamo che la grave situazione in cui versano le carceri italiane imponga un’inversione di marcia da parte del vertice politico e amministrativo del Ministero della Giustizia e più in generale del governo. Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria poco e nulla hanno fatto per porre soluzione alle troppe problematiche che caratterizzano la quotidianità professionale dei poliziotti penitenziari: ma non si può continuare a tergiversare! Non si perde altro prezioso tempo nel non mettere in atto immediate strategie di contrasto del disagio che vivono gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria è irresponsabile”.

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