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Cronaca

Torino: quattro misure cautelari in carcere

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TORINO – Nel pomeriggio di mercoledì scorso, avendo notato movimenti sospetti, personale del Commissariato Barriera Nizza ferma per un controllo, in via Saluzzo angolo via Madama Cristina, un’auto con 4 persone a bordo, tutti con precedenti di polizia.

Da accertamenti emerge che due degli occupanti hanno a carico la misura della detenzione domiciliare. Per entrambi, quindi, scatta l’arresto per il reato di evasione: S.D. e N.G, entrambi anche denunciati per il possesso di chiavi alterate e grimaldelli. Per lo stesso reato viene denunciato anche un altro occupante dell’auto, mentre il conducente viene deferito all’A.G. per la violazione in materia di armi. 

Nelle stesse ore, la Squadra Mobile di Torino deve eseguire quattro misure cautelari in carcere per fatti risalenti al settembre 2018. Caso vuole che due dei destinatari di tali misure sono proprio nell’auto fermata dagli agenti del commissariato.

Il 26 settembre 2018, infatti,  era stata  perpetrata una violenta rapina a danno di un cittadino cinese. Lo stesso avendo subito dei furti in casa, per difesa, aveva installato un sofisticato sistema dall’allarme nella propria abitazione. Tale sistema era comandato da un’applicazione installata sul telefono cellulare che, in occasione dei fatti, gli indicava automaticamente che degli ignoti si erano introdotti nella propria abitazione.

Quel giorno, rientrato in casa con la moglie per accertarsi che non vi fossero problemi, si trovò difronte quattro individui di etnia rom i quali, per guadagnare la fuga, non esitarono a malmenare il malcapitato provocandogli gravi lesioni. Nella circostanza, i ladri riuscirono a fuggire con un bottino di circa 1.500 euro ed un astuccio con gioielli e della bigiotteria.

A causa della rapidità con cui si era svolta l’azione e della scarsa illuminazione della stanza, le parti offese non riuscivano a dare una descrizione agli aggressori. Tuttavia, da un controllo effettuato su un veicolo utilizzato dai rapinatori ed incrociando i dati presenti nei terminali della Polizia con quelli del traffico telefonico del luogo dell’evento criminoso, si è arrivati a stringere la cerchia degli autori del reato individuando alcuni nomadi di origine slava con numerosissimi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio residenti nel campo nomadi di Strada dell’Aeroporto. Ulteriore attività d’indagine portava ad individuare quali autori del fatto:

  • D.C, 1996;
  • S.E., 1998;
  • S.D., 1995;
  • S.B., 1991.

In adesione a quanto richiesto dalla Squadra Mobile, l’Autorità Giudiziaria emette nei confronti dei quattro soggetti una misura cautelare in carcere eseguita poi dallo stesso ufficio nei confronti di D.C., S.D. e S.E., i primi due trovati a bordo dell’auto fermata dagli agenti del commissariato. Il solo S.B., già destinatario di altra misura cautelare, rimane allo stato attuale irreperibile.

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