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Cronaca

Terme di Acqui: Act Consumatori denuncia la violazione del diritto alla Salute

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ACQUI TERME – Dopo la fase di indagine rivolta allo studio del settore termale nazionale e regionale ed aver approfondito le vicende societarie riguardanti le Terme di Acqui, l’associazione Act Consumatori ha definito ciò che sta accadendo all’impianto termale di Acqui Terme come “una grave violazione del diritto alla Salute”.

“Massima è l’urgenza di intervenire perché non è più tollerabile una condotta simile – afferma il presidente Massimo Antonucci All’orizzonte si staglia la chiusura totale degli stabilimenti, una circostanza gravissima che impedirà ad un grande numero di malati l’accesso ai benefici unici procurati dall’utilizzo dell’acqua sulfureo salsobromoiodica delle Terme di Acqui, le cui qualità curative e di prevenzione di molte patologie sono già note e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale (mentre è in fase di asseverazione sperimentale anche la cura inalatoria per l’osteoporosi)”.

I dati acquisiti dall’Act Consumatori presso l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte hanno attestato che nel 2019, ultima annualità ‘normale’ prima dell’emergenza pandemica, le spese affrontate per le prestazioni sanitarie fuori regione sono state più del doppio rispetto a quelle affrontate al suo interno. “Non è una questione di business, i margini di espansione esistono – aggiunge Antonucci – Terme di Acqui S.p.a. ha deliberatamente deciso di negare le prestazioni medico-sanitarie termali a pazienti affetti da patologie anche croniche e degenerative (artriti o artrosi ad esempio) creando, al contempo, un danno a tutta la città, strutture ricettive, ristoratori e commercianti“.

“Ripercussioni anche per i lavoratori. Nel tempo una gestione imprenditoriale capziosa ha svilito il loro valore contrattuale trasformando le posizioni ‘a tempo determinato’ e spingendo oggi, ad limen della scadenza, i dipendenti verso il baratro del licenziamento. Persone e famiglie che vivono una condizione psicofisica critica, privati della dignità lavorativa e di sicurezza economica – lamenta Antonucci – Lavoratori sviliti dal punto di vista professionale, estromessi, privati del proprio ruolo ed impiegati con diverse mansioni a causa del continuo ridimensionamento. E’ il momento che le Autorità facciano qualcosa: il diritto alla Salute è ‘inviolabile’”.

L’esposto denuncia è stato inviato alla Procura presso la Corte dei Conti, al Direttore Generale dell’Asl, al Ministero della Giustizia, alla Corte Costituzionale e alla Corte Europea.

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