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Cronaca

Caos in carcere a Torino: detenuto tenta suicidio, altri aggrediscono gli agenti

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Quella di ieri, 30 giugno 2022, è una data che difficilmente scorderanno i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Torino, anche se la costante ciclicità con cui si registrano gravi eventi critici nella struttura di via Maria Adelaide Aglietta è francamente imbarazzante stante l’assenza di provvedimenti che il SAPPE sollecita da tempo.

Come spiega Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “ieri quattro agenti di Polizia Penitenziaria sono stato aggrediti durante la mattinata.  Gli agenti in servizio presso il blocco D hanno salvato la vita a un detenuto che ha tentato di suicidarsi. Provvidenziale l’intervento dei poliziotti. Malgrado ciò, subito dopo, intorno alle ore 11,15, un altro detenuto di nazionalità straniera, al rientro dei passeggi ha opposto resistenza nel rientrare nella propria cella. Gli agenti operanti, dopo averlo invitato più volte a rientrare, con professionalità sono riusciti a contenere il detenuto, ma  hanno riportato contusioni varie guaribili con prognosi di cinque giorni. Sempre nella medesima mattina un altro ristretto di nazionalità straniera ha aggredito due agenti presso il Padiglione B per futili motivi. Solidarietà e vicinanza ai colleghi in servizio alla casa circondariale di Torino. Gli episodi accaduti sono davvero inaccettabili”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime vicinanza e solidarietà al poliziotto ferito ed ha parole di apprezzamento per il personale che lavora a Torino: “le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio a Torino lo fanno con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato per l’esasperante sovraffollamento. Ma servono urgenti provvedimenti per frenare una situazione operativa che è semplicemente allarmante”.

Capece sottolinea anche il fallimento delle espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia: sono state solamente 456 nel 2021. “Da tempo il SAPPE denuncia la correlazione tra aumento degli eventi critici nelle carceri e presenza di detenuti stranieri, come sono alcuni dei protagonisti dei gravi eventi critici accaduti a Torino. È sintomatico che negli ultimi vent’anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere quasi 17.000 rispetto alle circa 55mila presenze. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine, come da tempo denuncia il SAPPE, può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. Nel 2021 i detenuti stranieri espulsi a titolo di sanzione alternativa alla detenzione sono stati solamente 456 (165 albanesi, 48 marocchini, 45 tunisini e 198 di altri Paesi). Questo, oltre a decretare il fallimento degli Accordi bilaterali tra l’Italia ed i Paesi con la più alta presenza di connazionali tra i detenuti ristretti in Italia (Marocco, Romania, Nigeria, Albania, Tunisia), sembra dimostrare che questi Paesi non vogliono il rientro in patria di migliaia e migliaia di loro connazionali con gravi precedenti penali e con pene che potrebbero essere scontate in carceri del Paese di provenienza”.

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