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Cronaca

Resta in carcere il violentatore seriale di Serravalle Scrivia

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SERRAVALLE SCRIVIA – In casa non aveva neppure la corrente elettrica. Viveva con l’anziana madre, con la quale pare avesse un rapporto simbiotico, di quelli all’apparenza considerati malati, il 45enne di Serravalle Scrivia, arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale.

Ieri, lunedì 6 luglio, il gip del tribunale di Alessandria ha confermato l’arresto, poiché gli indizi a suo carico sono più che eloquenti.

Cb, queste le sue iniziali, da qualche settimana aveva messo in atto il suo piano, con il chiaro intento di sfregiare per sempre l’esistenza di donne prese a caso.

Due le occasioni andate a vuoto, ma non quella avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 giugno, quando a cadere nella sua trappola è stata una ragazza novese, che stava tornando a casa in auto dopo aver trascorso una serata tra amici in Val Borbera.

La giovane, arrivata nei pressi di Pian dei Botti, aveva deciso di imboccare una stradina che collega i paesi di Stazzano e Cassano Spinola. Un percorso per fare prima, che solo gli abitanti della zona conoscono. Arrivata a un certo punto, la sua corsa si è dovuta interrompere, poiché la strada era bloccata da grossi rami. Neppure il tempo di capire, quando nella sua auto, dopo aver infranto un vetro con una roncola è entrato un uomo incappucciato che l’ha costretta a spostarsi sul sedile del passeggero.

Dopo essere stata legata mani e piedi con fascette da elettricista, la vittima è stata portata a un chilometro di distanza, sempre in mezzo al nulla e qui è stata violentata due volte e minacciata di morte.

Quando il 45enne ha finito di scaricare la sua furia, l’ha poi abbandonata e solo allora, la giovane ha potuto avvisare i carabinieri e raccontare quanto le era accaduto.Immediate le ricerche per identificare l’aggressore, che nel frattempo aveva cercato di organizzare altri due agguati, per fortuna senza esito.

Nel primo, la mancata vittima si era insospettita di quell’improvviso blocco e alla vista dei rami in mezzo alla strada aveva fatto marcia indietro e nel secondo episodio, il violentatore seriale aveva dovuto desistere, in quanto sull’auto caduta in trappola, c’erano marito e moglie.

L’incubo è per fortuna finito, ma in paese non si parla che del 45enne, ex allevatore, considerato un uomo timido, che pare si sia fatto mangiare gran parte dei soldi accumulati da generazioni di fatica, da una donna dell’est e che dopo la morte del padre, molto conosciuto a Serravalle, si era anche fatto irretire da persone molto più scaltre di lui, che lo avrebbero coinvolto in un giro di vita notturna, fatto di escort e soldi facili.

Quello che pare certo agli inquirenti è che quella molla di odio nei confronti delle donne che era scattata nella mente di quest’uomo di paese, che sino a ieri viveva in mezzo a un allevamento di bovini, nella semplicità di una rurale vita di campagna, non si sarebbe fermata così presto.

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