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Cronaca

Strage Quargnento, processo d’appello per i reati minori: venerdì la sentenza

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Si dovrà attendere venerdì per la sentenza del processo in appello per i reati meno gravi della strage di Quargnento, che vede imputati Giovanni Vincenti e la moglie Antonella Patrucco.

Dottoressa Durando

Al termine della sua requisitoria, il procuratore generale torinese, Marcello Tatangelo, aveva chiesto una condanna a 4 anni e 9 mesi per il Vincenti e la conferma della pena di primo grado a 4 anni per la moglie.

L’aggravamento della richiesta è stato motivato con il riconoscimento del reato di calunnia nei confronti dell’uomo che Vincenti in un primo momento aveva tirato in ballo come presunto responsabile della strage, accusa stralciata invece dal gup alessandrino Paolo Bargero in primo grado.

Durante l’udienza ha preso la parola l’avvocato del caposquadra dei vigili del fuoco Giuliano Dodero e del pompiere Luca Trombetta, il quale ha rimarcato l’ingiusta valutazione del gup alessandrino, nei confronti del caposquadra, il quale, come è noto, aveva parlato di scelta imprudente, nel momento in cui comandò ai suoi uomini di entrare all’interno della cascina, poi scoppiata.

A Vittorio Spallasso e Lorenzo Repetti, difensori di Vincenti è invece ancora una volta toccato spiegare le motivazioni per le quali si deve parlare di colpa grave e non di dolo nei confronti del loro assistito, che, come più volte ribadito, non aveva intenzione di uccidere nessuno, ma solo di mettere in piedi un piano sciagurato, finito poi in tragedia.

Venerdì ci saranno le eventuali repliche e subito dopo sarà pronunciata la sentenza.

Vincenti e la Patrucco, lo ricordiamo, in questa fase del processo, rispondono dei reati di crollo, truffa all’assicurazione, lesioni aggravate e calunnia.

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