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Cronaca

Varato in mattinata il primo pezzo del nuovo ponte di Genova

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GENOVA – La città rinasce oggi, con il varo del primo tratto del viadotto che sorge sulle ceneri dell’ex ponte Morandi, teatro di una tragedia immane, consumatasi il 14 agosto del 2018. Una cerimonia operativa, quella di stamattina – che si ripeterà anche per le altre 18 campate che compongono il viadotto (ma senza celebrazioni) – e al tempo stesso fortemente simbolica.

Il servizio andato in onda nel nostro TG
Marco Bucci (sindaco di Genova)
e Giovanni Toti (presidente Regione Liguria)
Foto: pagina fb ufficiale di Giovanni Toti

Primo ottobre 2019: un nuovo inizio per Genova, un nuovo inizio per la sua comunità. È stata varata in quota stamane, come si fa per un’imbarcazione, la prima campata metallica tra la pila 5 e 6 del ponte donato alla sua città dall’architetto Renzo Piano. Sollevata a 50 metri di altezza e pesante 500 tonnellate, farà parte insieme alle altre 18 del nuovo viadotto che, se tutte le operazioni procederanno come da cronoprogramma, verrà consegnato la prossima primavera. Una grande lezione arriva prima di tutto dalla “città della lanterna” e dai genovesi senza dimenticare – come ha sottolineato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente alla cerimonia di posa –  che in questo percorso che rende orgogliosa l’Italia intera va incorporato il ricordo delle 43 vittime dell’ex ponte Morandi. Il dovere della memoria, dunque, pur in un giorno di festa, che va messo in atto da parte di chi si occupa di lavori pubblici nel potenziamento continuo della prevenzione e del rafforzamento della sicurezza quando si parla di infrastrutture. Sicurezza: un imperativo morale che il governo deve perseguire con la massima determinazione – ha ribadito il premier – sia nella manutenzione ordinaria che straordinaria delle opere. Sicurezza che – come ha rimarcato il senatore Renzo Piano – va tutelata e perseguita prima di tutto dagli operai che stanno erigendo un’opera che è un simbolo di legame e di tenacia: la stessa che le istituzioni e ogni singolo genovese hanno avuto in questi mesi in cui la ferita è rimasta aperta e il dolore per la perdita di vite umane fa ancora male.

Quella realizzata a Genova per mano di maestranze provenienti da tutto il mondo, nel segno di Per Genova, il consorzio costituito da Fincantieri e Salini Impregilo, è un’opera-simbolo di altissima ingegneria, portata avanti a tempo record da quando – quel terribile 14 agosto 2018 – l’ex Morandi crollava sul torrente Polcevera e sulla gente di Genova.  I primi 50 metri di impalcato sono stati sollevati in quota da una delle maxi gru a lavoro in questi mesi: grazie ad un impegno corale, che ha visto istituzioni, realtà pubbliche e private e l’intera comunità genovese farsi carico – senza farsi schiacciare – del disagio che ha dovuto subire fino ad ora, passo dopo passo si è arrivati ad oggi. Genova non si è pianta addosso e si è rimboccata le maniche: insieme a lei il suo sindaco e commissario alla Ricostruzione Marco Bucci e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che, insieme agli allora ministri del precedente governo, hanno messo in atto quella buona politica che deve essere di esempio e dare luce e speranza a Genova, alla Liguria, e al Paese Italia. “Io continuerò a tornare a Genova – ha concluso il premier Conte – finché questo nuovo ponte non sarà ultimato e questo avverrà prestissimo”. In rappresentanza dello Stato e del nuovo governo il ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli, che ha espresso gratitudine a tutti coloro che in silenzio e senza apparire stanno dedicando il loro tempo per realizzare tutto questo. Contemporaneamente al Porto Antico, è stato inaugurato Spazio Ponte, un luogo per i cittadini, dove tutti potranno seguire i progressi dei lavori di costruzione della nuova opera.

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