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Cronaca

Molinari (Lega) accusa il governo: “Mentre l’Italia non aveva mascherine, Conte si è costruito un ospedale a Palazzo Chigi”

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“Il Premier Conte dovrebbe chiedere scusa non alla Lega e all’opposizione, ma ai medici che stanno combattendo questa battaglia durissima e, soprattutto, quando parla di centralizzare a livello nazionale la sanità, gli rispondiamo con un grande sorriso “Premier Conte: il Nord ha imparato a fare da solo!”

Si è concluso così l’intervento a Palazzo Chigi del presidente del gruppo della Lega alla Camera dei Deputati, l’alessandrino Riccardo Molinari, che ha interrogato il governo in merito all’articolo uscito su su un quotidiano, “nel quale si sostiene che mentre l’Italia non aveva mascherine, Conte si è costruito un ospedale a Palazzo Chigi“, come scritto in un post sulla pagina Facebook Gruppo Lega – Camera.

Il 26 febbraio, mentre l’Italia non aveva mascherine, Conte si è costruito un ospedale a Palazzo Chigi. L’articolo di Franco Bechis cita poi un lungo elenco di materiale sanitario che da quella data sarebbe stato acquistato per la protezione di Conte e dei suoi collaboratori. Vorremmo sapere se questa notizia è fondata e, se la fosse, quali sono state le motivazioni” – ha dichiarato l’Onorevole Molinari, a cui il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca ha risposto:

Gli acquisti a cui fanno riferimento gli onorevoli interroganti, riguardanti bombole di ossigeno, defibrillatori e camici, sono stati effettuati nel quadro di una ordinaria programmazione del fabbisogno del presidio sanitario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che non ha nulla a che vedere con questa fase di emergenza. La data della determina di approvvigionamento risale infatti al 14 novembre 2019, con la consegna realizzata il 25 febbraio 2020 per quanto riguarda le bombole d’ossigeno, il 20 marzo per quanto concerne i defibrillatori. I farmaci risultano invece ancora in fase di consegna. La responsabile dell’ufficio sanitario ha richiesto a protezione degli operatori, mascherine del tipo FFP3 nel periodo dell’emergenza. L’avvio della procedura è avvenuta il 2 marzo 2020 e ha riguardato il numero limitato di numero 500 mascherine, che a tutt’oggi non sono ancora state consegnate. La Presidenza del Consiglio ha poi acquistato 1250 litri di gel igienizzante, 310 confezioni da 100 guanti ciascuna e 11600 mascherine chirurgiche. Altre 32400 mascherine chirurgiche sono state acquistate e dovrebbero essere consegnate a fine maggio“.

Riccardo Molinari ha poi controbattuto focalizzando l’attenzione sulla situazione di alcune regioni del Nord Italia e attaccando in prima persona il Premier Giuseppe Conte: “Il Presidente del Consiglio sta dando chiari segni di delirio di onnipotenza, non solo perché in quella fase ha pensato di ordinare del materiale per Palazzo Chigi e non ha pensato di avvisare regioni, ASL e aziende territoriali sanitarie per fare gli stessi ordini, ma anche perché fa i comizi in televisione il venerdì santo, silenzia il Parlamento, la prossima settimana non ci permetterà di votare sul MES e sfida quotidianamente i governatori delle regioni del Nord colpite rivendicando una maggiore efficienza dello stato centrale“. “C’è un elenco però – prosegue Molinari – che è molto più doloroso: in Lombardia, su 17 milioni di mascherine necessarie al giorno, ad oggi da Roma ne sono arrivate 1 milione 833 mila. La Regione ha fornito 1 milione di camici, da Roma ne sono arrivati 9 mila. In Piemonte ci sono 2 milioni e mezzo di mascherine in meno rispetto a quelle pubblicizzate sul sito del Ministero. Sono stati mandati monitor multiparametrici che hanno i posti letto di una marca e le centrali di monitoraggio di un altra, quindi non possono essere utilizzati mentre la gente muore negli ospedali. In Veneto, su 100 mila tute protettive al giorno che sarebbero necessarie, da Roma ne sono arrivate 12 mila in totale. In Friuli-Venezia Giulia non ci sono camici, visiere, mascherine, kit di accesso vascolare e i medici di famiglia lavorano a mani nude e molti sono già morti“.

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