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Cronaca

L’Italia si divide in due blocchi: arancione e rosso. Scuole chiuse in 16 regioni

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Si torna indietro nel tempo e gli italiani sono chiamati, a causa del risalire dei contagi e delle varianti Covid, all’ennesima prova di responsabilità.

Da oggi infatti, lunedì 15 marzo, ad eccezione della bianca Sardegna, l’Italia si tinge di rosso/arancione, con un Piemonte che finisce nella fascia di rischio più elevato ed una Liguria che invece passa in arancione. Resta, per tutti, il coprifuoco dalle 22 alle 5 e torna l’autocertificazione per comprovare spostamenti dettati da motivi di lavoro, salute o necessità (sempre in zona rossa, dove non ci si può spostare dal proprio comune, mentre in zona arancione può essere richiesta dalle forze dell’ordine per motivare spostamenti verso altri comuni).

È consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione e non ci si può muovere fra regioni. In Piemonte, da oggi, sono chiusi i negozi, tranne quelli che vendono generi alimentari o di prima necessità, così come restano abbassate le saracinesche di barbieri, parrucchieri ed estetisti. Per quanto riguarda bar e ristoranti, nel rosso Piemonte è anche vietato consumare cibi e bevande all’interno e nelle loro adiacenze: resta consentita la vendita da asporto dalle 5 alle 22, nello specifico: dalle 5 alle 18 senza restrizioni, mentre dalle 18 è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina.

Sempre consentita la consegna a domicilio, così come la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive per i soli clienti che vi alloggino. Tra gli altri divieti, quello di far visita ad amici o parenti o comunque in un’altra abitazione privata per motivi che non siano di lavoro, salute o necessità.

È però possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra regione, purché non ci si portino amici. E mentre resta lecito raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, resta scontata la chiusura di palestre e piscine: l’attività sportiva può essere praticata solo nel territorio del proprio comune, in forma individuale e all’aperto. Chi vuole fare una passeggiata o una corsa, in sostanza, può farlo esclusivamente in prossimità della propria abitazione.

Il virus, intanto, costringe a casa, il 95% degli studenti del nord e meno di due su tre nel mezzogiorno. Tranne poche eccezioni, torna da oggi la didattica a distanza per 8 alunni su 10. In Piemonte, così come in tutte le regioni rosse, sono chiuse tutte le scuole, dall’asilo al liceo e, in ambito universitario, sono i singoli atenei a decidere quali attività formative indispensabili possano essere mantenute in presenza. La luce in fondo al tunnel sono le festività di Pasqua, quando, come durante lo scorso Natale, ci si potrà spostare – dal 3 al 5 aprile – all’interno dei confini regionali per far visita ad amici e parenti, una sola volta al giorno, al massimo in due più eventuali minori di 14 anni o persone non autosufficienti.

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