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Cronaca

Chiude la LumiDolls, prima casa d’appuntamenti con le dolls in Italia

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TORINO – Aperta lo scorso anno, le bambole del sesso hanno dovuto cedere alle leggi italiane, che non garantiscono la privacy dei clienti.

Si chiamavano Kate, Ilary, Molly, Eva, Naomi, Bianca, ma anche Alessandro ed erano alcune delle sexy dolls che a partire dal settembre dello scorso anno, i clienti della “LumiDolls” potevano trovare nella zona sud di Torino, dove era stata aperta la prima casa d’appuntamenti in Italia.

Alcuni disguidi nella burocrazia, legati ai permessi, avevano poi fatto spostare l’attività in borgo Vittoria, ma il sesso a luci rosse con le dolls non è mai decollato, tanto che i proprietari sono stati costretti a tirare giù la serranda.

I sofisticati manichini con articolazioni in alluminio, totalmente rivestiti con un particolare silicone, tanto che al tatto sembrava di toccare un vero e proprio essere umano, hanno dovuto cedere alle severe leggi italiane, che impongono di segnalare alle autorità, chi si intrattiene per più di un’ora a
fare sesso bollente con partners che per tanto sembrino reali, reali poi non sono.
L’imbarazzo di figurare nell’elenco hard delle forze dell’ordine è stato dunque, secondo i responsabili delle dolls, più forte delle pruriginose e recondite fantasie erotiche dei pur sempre morigerato cliente italiano, poco avvezzo a questo tipo di pubblico chiacchiericcio nei suoi confronti.

La Lumidolls è una società catalana che ha già al suo attivo una casa d’appuntamenti a Mosca e a Barcellona, dove il suo arrivo è stato ampiamente celebrato anche dalla stampa locale. Non si è mai saputo il motivo della scelta di aprirne un’altra proprio a Torino, rigida città sabauda, ma evidentemente la domanda sembrava poter rispondere ad una offerta sommersa.

I cultori di questo genere, avevano a disposizione la scelta del genere e dell’altezza, spaziando dalla bambola con le sembianze europea, orientale, africana, arrivando persino a quella ispirata al manga giapponese e se si era invece in cerca di un toy boy in silicone, la scelta ricadeva in un bel
giovane con tanto di pettorali e addominali in bella vista.
I prezzi per queste bambole prostitute non erano di certo per tutti: si partiva dagli 80 euro per 30 minuti sino ad arrivare ai 120 per un’ora.

Un confine, quello del virtuale e del reale che si sta assottigliando sempre di più: celebrato in molteplici film dove gli umanoidi si sono sostituiti agli umani, nella realtà queste nuove mode sono un filo conduttore con la solitudine che ha fatto dei cellulari e di internet i silenziosi amici migliori.

Ma c’è anche chi benedice le sexy dolls, se non altro perché se ne stanno zitte e perché non hanno mai il mal di testa, leggi italiane, ovviamente permettendo.

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