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Cronaca

Alessandria: Nicolò e Marika tornano a casa

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ALESSANDRIA – Per loro è stata una ragazzata che inspiegabilmente ha avuto tanta eco, per i genitori la fine di un incubo che si protraeva da cinque lunghissimi giorni.

Il servizio andato in onda nel nostro TG

Nicolò Balbiano e Marika De Cata, i due 16enni alessandrini scomparsi da casa mercoledì scorso, sono stati ritrovati ieri sera dalla squadra mobile della questura, che li ha intercettati in via Santorre di Santarosa ad Alessandria.

Si trovavano nell’auto del fratello di Alessia Chiodo, la 25enne con la quale i due ragazzini si erano allontanati nel corso della loro avventura. Per lei, rintracciata a Villanova d’Asti dove si è spontaneamente consegnata ai carabinieri è scattata la denuncia per sottrazione consensuale di minori.

Questa storia, che dopo l’appello della madre di Nicolò ha fatto il giro dei social in tutta Italia, era iniziata proprio mercoledì scorso, quando in seguito ad un diverbio tra i genitori, Marika si era allontanata da casa. Nicolò, che conosce Marika dal maggio scorso, si è subito proposto di ritrovare l’amica, mettendosi in contatto con la 25enne. I tre si mettono d’accordo per vedersi a Mortara. Il ragazzo avvisa la sorella di Marika, invitando la famiglia a recarsi nella stazione pavese, per poter riabbracciare la parente.

Ma destino vuole che il treno sul quale Nicolò è a bordo arrivi prima dei famigliari, con le due donne, che a quanto pare non hanno nessuna intenzione di rientrare a casa, ma che anzi, propongono al ragazzino di seguirle in Puglia. E così succede che tutti e tre si ritrovano all’interno di quell’auto, super ricercata dalle forze dell’ordine.

Quella stessa notte, a Vigevano, Nicolò è inquieto, forse quella fuga non lo convince, tanto che si reca in una cabina telefonica per chiamare la sorella di Marika, ma la cornetta non funziona e Desire de Cata, riceve solo due chiamate mute.

Ma poi, l’istinto dell’ignoto deve avere preso il sopravvento anche su Nicolò, che stando alla dinamica dei fatti, entra anche lui nella parte del fuggitivo. Prende il Gps dell’auto della Chiodo e lo getta in un fiume, i cellulari sono tutti e tre spenti, per l’angoscia dei famigliari, che disperati continuano gli appelli su Facebook.

Ma i tre di soldi ne hanno pochi: tra tutti non raggiungono neppure i 30 euro, e così le notti le passano a dormire in auto, si arrangiano con quello che hanno. Nel loro girovagare da persone libere, vanno a Gressoney a Ivrea, sino ad arrivare in provincia di Vercelli, dove il fratello di Alessia, la strattona riportandola alla realtà. Da lì in poi i tre iniziano a rendersi conto del polverone che la loro storia aveva sollevato e da lì in poi ritornano nei loro passi, anzi, nei passi per ritornare a casa.

Una ragazzata, figlia del malessere di molti 16enni, che a una sgridata rispondono con la ribellione di un’età che purtroppo spesso, non può ancora lasciare spazio alla consapevolezza che fuggire dai problemi è sempre l’ultima cosa da fare.

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