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Calcio

Samp-Genoa, il Derby di Genova anche in Consiglio Comunale

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GENOVA – Il derby della Lanterna dura tutto l’anno. Prese in giro, sfottò, “menaggio” continuo tra genoani e sampdoriani. Succede in tutta la città. Ed è normale che accada anche in Consiglio Comunale di Genova, dove esponenti di maggioranza e opposizione, rossoblù e blucerchiati, si sfidano a suon di mozioni, interpellanze, interrogazioni e ordini del giorno… anche calcistici. Mercoledì sera, allo stadio “Luigi Ferraris”, scendono in campo gli 11 titolari delle due squadre cittadine. In Sala Rossa, invece, lo fanno 3 consiglieri per ogni fazione, pallonara e politica. Un derby istituzionale senza esclusione di colpi, ma nel pieno rispetto reciproco.

Mauro Avvenente, consigliere di Italia Viva e 30 anni di abbonamento allo stadio per seguire le gesta della Sampdoria, ci scherza su (ma non troppo): “La nostra appartenenza politica è un pelo meno granitica di quella calcistica”. E confessa: “Di solito il ruolo istituzionale attutisce le rivalità calcistiche, noi invece ci lasciamo andare a ‘menaggi’ spinti. Ma sempre nell’ambito della civiltà”. Le sue vittime preferite? Alessandro Terrile (Partito Democratico) e Francesco De Benedictis di Fratelli d’Italia. Così la par condicio è rispettata. Alessandro Terrile è un Grifone con gli artigli bene in vista. “Farà uno strano effetto vedere il derby sul divano: negli ultimi 25 anni non ne ho perso uno allo stadio. Il mio posto? Che domande, in Gradinata Nord”. L’esponente dem è deluso: “Non potendo andare allo stadio mi saltano tutte le cabale”. Quali? Ne svela una (a fatica): “Il motorino parcheggiato al solito posto”. Ben più loquace quando si tratta di fare il pronostico: “Vince sicuramente la Samp. A parte gli scherzi mi aspetto un bel derby, da vivere sempre con spirito goliardico”.

Se il centrosinistra sta per uscire dagli spogliatoi, il centrodestra è già pronto al fischio d’inizio. Fabio Ariotti, consigliere della Lega e membro della Fondazione Genoa, parte con un commento da giornalista. “Il derby è una partita a sé. Il Grifo ci arriva dopo aver vinto la partita contro il Lecce, che era fondamentale. Nel derby basta un punto”. E a Tursi? “Due schieramenti contrapposti, ma noi genoani siamo di più”. Buono il rapporto con i doriani: “Prima dell’ultimo derby ho bevuto una birra con Fabio Ceraudo del Movimento 5 Stelle”. Non ha portato grande fortuna. Chissà se questa volta andrà meglio. Valeriano Vacalebre, Fratelli d’Italia, è un doriano molto diplomatico. “Spero che il derby aiuti Genova a uscire da questo periodo difficile. Mi auguro una vittoria della Samp, ma allo stesso tempo confido nella salvezza dei cugini”. Che però, in Aula, frequenta poco. “Sono un grande amico di Ceraudo, parliamo spesso di Samp davanti a un caffè”. E i colleghi genoani? “Mi diverto a punzecchiarli, soprattutto Davide Rossi della Lega e Ariotti”. I quali, ovviamente, rispondono per le rime. “Ma il derby è il derby. Senza i genoani ci si annoia”.

Ne sa qualcosa anche Gianni Crivello, sampdoriano doc dell’omonima lista. “Sono mesi, anzi, anni che ci messaggiamo con l’amico Franco De Benedictis” di Fratelli d’Italia. Avversario politico e di tifo. “Franco è uno dei cuori pulsanti rossoblù in Sala Rossa. La presa in giro è pressoché quotidiana”. Crivello può contare sull’aiuto di uno dei due figli di De Benedictis. “Mi dà una mano a prenderlo in giro. Il pronostico per mercoledì? Facile, vince il Genoa 3 o 4-0”. Tra loro, forse, c’è qualcosa in palio. “Un pranzo o una cena, staremo a vedere. L’importante è trovare un modo per rincontrarci dopo tanti mesi di smart working”. Francesco De Benedictis accetta la sfida e risponde così al rivale di mille battaglie, politiche e calcistiche. “Sono contento che il Doria sia salvo, in questo modo arriva al derby più rilassato e può lasciarci i punti che ci servono. Gianni? È un ciclista, non c’è niente da fare. Ho due figli, uno doriano marcio e l’altro genoano perso. Fate voi…”. Ma quanto è genoano De Benedictis da 1 a 100? “Almeno 1000, nella stagione 1991/1992 ho seguito il Grifone ovunque, da Oviedo a Bucarest. Cosa dico ai doriani? Complimenti per la vittoria”.

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